lunedì 4 luglio 2016
La vertigine del caso #05
sabato 25 giugno 2016
La vertigine del caso #04
«L’identità è
un treno del passato che si muove nel presente. Gli altri vedono quello
che siamo stati e quasi mai quello che siamo, anche se a volte il
passato e il presente quasi coincidono e l’immagine riflessa ci
corrisponde ancora. Siamo una locomotiva d’epoca, e il meglio che si
possa dire di noi è che siamo messi a nuovo e tirati a lucido, più
splendenti dei treni con l’aria condizionata e il wi-fi, più
affascinanti perché abbiamo molto
viaggiato e molto vissuto, e abbiamo visto chissà quanti posti e
persone, e chissà quante cose abbiamo da raccontare.
L’identità è un treno del passato che si muove nel presente. Lo so. So che degli angeli vegliano sul mio cammino, che accompagnano questo treno lungo i binari. Hanno le ali con le paillettes, shorts o minigonne microscopiche, tacco 12. Mi ricordano che la libertà può a volte sembrare esagerata, ma non è mai indecente.»
L’identità è un treno del passato che si muove nel presente. Lo so. So che degli angeli vegliano sul mio cammino, che accompagnano questo treno lungo i binari. Hanno le ali con le paillettes, shorts o minigonne microscopiche, tacco 12. Mi ricordano che la libertà può a volte sembrare esagerata, ma non è mai indecente.»
giovedì 16 giugno 2016
La vertigine del caso #03
(Mic alle prese con le cabine
spalma-crema)
«È il mio
turno. La luce è verde, appoggio il braccialetto alla cabina, la porta si apre.
Entro, mi posiziono al centro, chiudo gli occhi. Le spazzole mi avvolgono
soavi. Per alcuni istanti il corpo è racchiuso nella loro carezza oleosa. E non
esiste nient’altro. La tensione respirata prima in coda svanisce, svaniscono i
misteri trasformati in curiosità. Svanisce ogni cosa. È un soffio, un tempo
scandito da pochi respiri, un attimo di sospensione in cui gli sguardi degli
altri non esistono più.
Si entra accompagnati
dalla confusione del momento, frastornati dalle voci e dai volti, e si esce
ripuliti da tutto.
Esci dalle
cabine e per un attimo sei di nuovo tu al cento per cento.
Io, Mic,
sulla spiaggia, sotto il sole, mentre cammino con Sam verso il mare, un sorriso
ebete stampato sulla faccia.»
martedì 14 giugno 2016
La vertigine del caso #02
Questo
libro raccoglie L’eleganza matta e Vertigini e stravedimenti, che costituiscono il primo movimento
del progetto intitolato La vertigine del caso.
Attraverso
una scrittura lieve e affilata che restituisce il vissuto e lo trasfigura,
dando forma a una narrazione in bilico tra romanzo, racconto e poesia, la
storia segue i due personaggi principali, Mic e Sam, durante un weekend al mare
e un breve viaggio a Venezia. Tra cabine spalma-crema simili ad autolavaggi in
miniatura, l’amicizia con l’irresistibile signora Adriana, un treno d’epoca
fermo sui binari e i suoi passeggeri scomparsi chissà dove, i canali veneziani
eccezionalmente aperti ai nuotatori, La vertigine del caso si interroga sugli enigmi della natura
umana, alla ricerca dei tratti che definiscono la nostra identità.
Vanessa
Chizzini (Udine, 1971), una laurea al Dams di Bologna, un lavoro nell’editoria
a Milano, una casa editrice specializzata in cinema e teatro, Il principe
costante Edizioni, attiva tra il 2001 e il 2013, un testo teatrale, Le nuvole nel piatto, affacciatosi sul palcoscenico nel
2010, un brevetto per invenzione industriale (“Cabina di fotoprotezione con
spazzole spalmanti”) ispirato alle cabine spalma-crema di questo progetto in
continuo movimento.
In copertina: Alto
mare di Guendalina Ravazzoni
(Il
volume è disponibile su Amazon.)
venerdì 3 giugno 2016
La vertigine del caso #01
Così alla fine ho
fatto quello che so fare meglio. Come Prince che nel suo album di debutto, For
you, si è scritto, suonato e cantato tutti i pezzi da solo. O come quando io e Valeria Ravera
abbiamo dato vita al Principe costante Edizioni facendo noi due tutto quello
che c’era da fare: direzione editoriale, redazione, grafica, distribuzione,
ufficio stampa... Come quando, sempre con Valeria, ho ottenuto un brevetto per
invenzione industriale. Alla fine ho fatto così, che è la cosa che credo mi
riesca meglio e quella che mi dà più gioia. Ho deciso di riunire in un’edizione
cartacea L’eleganza matta e Vertigini e stravedimenti (finora usciti solo in
ebook), dato che insieme formano il primo movimento di un progetto in divenire,
ho scelto il titolo del volume (e del progetto) e il formato del libro, ho
impaginato i testi cogliendo l’occasione per leggerli ancora una volta (e ogni
tanto andando ancora a chiedere conferma a Valeria, mio editor personale, di
una parola, un verbo, una sfumatura), ho trovato l’immagine per la copertina,
non un’immagine possibile ma l’immagine perfetta, una bellissima illustrazione di Guendalina Ravazzoni,
Alto mare, e alla fine ho chiesto un consulto a Laura Marino per i colori della
copertina, visto che in sede di stampa i colori per i profani hanno
comportamenti bizzarri. La vertigine del caso è adesso in vendita su Amazon (in
Italia e all’estero) e su Libreria Rizzoli (sempre online). Per adesso so solo che ho fatto quello che so fare meglio
e che l’ho fatto al meglio. Che ho fatto del mio meglio perché fosse bello da
vedere e da leggere.
lunedì 7 settembre 2015
Il valzer dello Stravedimento
Il valzer dello Stravedimento, arrangiato ed eseguito da Valeria Ravera a partire dall’omonima canzone, il cui testo è contenuto in Vertigini e stravedimenti.
Sono le undici passate e con Sam e la
signora Adriana salgo sul vaporetto che risale il Canal Grande fino al Ponte
degli Scalzi. Approfittando della sera d’agosto, ci sediamo fuori.
«Anche questa è Venezia, Mic» mi dice
la signora Adriana avvolgendosi un foulard intorno al collo. «A lei piacciono
le calli deserte, gli angoli nascosti, i campi silenziosi, come se fosse quella
la Venezia più vera, ma guardi il Canal Grande di notte, guardi com’è placido e
maestoso. Per farle godere il momento, io e Sam promettiamo di non fare rumore,
eh» conclude lei mentre Sam sospira.
Il vaporetto procede, lento,
imbarcadero dopo imbarcadero, di sponda in sponda, ora a destra e ora a
sinistra, le luci tremolanti e sfocate che in attimo diventano vivide e ferme.
«È come un valzer» esclamo girandomi
verso di loro.
È il Valzer dello Stravedimento e noi lo balliamo
insieme.
mercoledì 2 settembre 2015
Desideri
«Esiste una lingua comune, un esperanto delle esperienze e delle speranze
che le metta in comunicazione senza zittire nessun impulso, arrivando
ad armonizzare gli opposti e a contenere l’esistente come dentro una
palla di vetro?»
(da L’eleganza matta)
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