giovedì 16 giugno 2016

La vertigine del caso #03


(Mic alle prese con le cabine spalma-crema)
«È il mio turno. La luce è verde, appoggio il braccialetto alla cabina, la porta si apre. Entro, mi posiziono al centro, chiudo gli occhi. Le spazzole mi avvolgono soavi. Per alcuni istanti il corpo è racchiuso nella loro carezza oleosa. E non esiste nient’altro. La tensione respirata prima in coda svanisce, svaniscono i misteri trasformati in curiosità. Svanisce ogni cosa. È un soffio, un tempo scandito da pochi respiri, un attimo di sospensione in cui gli sguardi degli altri non esistono più.
Si entra accompagnati dalla confusione del momento, frastornati dalle voci e dai volti, e si esce ripuliti da tutto.
Esci dalle cabine e per un attimo sei di nuovo tu al cento per cento.
Io, Mic, sulla spiaggia, sotto il sole, mentre cammino con Sam verso il mare, un sorriso ebete stampato sulla faccia.»

martedì 14 giugno 2016

La vertigine del caso #02


Questo libro raccoglie L’eleganza matta e Vertigini e stravedimenti, che costituiscono il primo movimento del progetto intitolato La vertigine del caso.
Attraverso una scrittura lieve e affilata che restituisce il vissuto e lo trasfigura, dando forma a una narrazione in bilico tra romanzo, racconto e poesia, la storia segue i due personaggi principali, Mic e Sam, durante un weekend al mare e un breve viaggio a Venezia. Tra cabine spalma-crema simili ad autolavaggi in miniatura, l’amicizia con l’irresistibile signora Adriana, un treno d’epoca fermo sui binari e i suoi passeggeri scomparsi chissà dove, i canali veneziani eccezionalmente aperti ai nuotatori, La vertigine del caso si interroga sugli enigmi della natura umana, alla ricerca dei tratti che definiscono la nostra identità.

Vanessa Chizzini (Udine, 1971), una laurea al Dams di Bologna, un lavoro nell’editoria a Milano, una casa editrice specializzata in cinema e teatro, Il principe costante Edizioni, attiva tra il 2001 e il 2013, un testo teatrale, Le nuvole nel piatto, affacciatosi sul palcoscenico nel 2010, un brevetto per invenzione industriale (“Cabina di fotoprotezione con spazzole spalmanti”) ispirato alle cabine spalma-crema di questo progetto in continuo movimento.

In copertina: Alto mare di Guendalina Ravazzoni

(Il volume è disponibile su Amazon.)

 

venerdì 3 giugno 2016

La vertigine del caso #01

Così alla fine ho fatto quello che so fare meglio. Come Prince che nel suo album di debutto, For you, si è scritto, suonato e cantato tutti i pezzi da solo. O come quando io e Valeria Ravera abbiamo dato vita al Principe costante Edizioni facendo noi due tutto quello che c’era da fare: direzione editoriale, redazione, grafica, distribuzione, ufficio stampa... Come quando, sempre con Valeria, ho ottenuto un brevetto per invenzione industriale. Alla fine ho fatto così, che è la cosa che credo mi riesca meglio e quella che mi dà più gioia. Ho deciso di riunire in un’edizione cartacea L’eleganza matta e Vertigini e stravedimenti (finora usciti solo in ebook), dato che insieme formano il primo movimento di un progetto in divenire, ho scelto il titolo del volume (e del progetto) e il formato del libro, ho impaginato i testi cogliendo l’occasione per leggerli ancora una volta (e ogni tanto andando ancora a chiedere conferma a Valeria, mio editor personale, di una parola, un verbo, una sfumatura), ho trovato l’immagine per la copertina, non un’immagine possibile ma l’immagine perfetta, una bellissima illustrazione di Guendalina Ravazzoni, Alto mare, e alla fine ho chiesto un consulto a Laura Marino per i colori della copertina, visto che in sede di stampa i colori per i profani hanno comportamenti bizzarri. La vertigine del caso è adesso in vendita su Amazon (in Italia e all’estero) e su Libreria Rizzoli (sempre online). Per adesso so solo che ho fatto quello che so fare meglio e che l’ho fatto al meglio. Che ho fatto del mio meglio perché fosse bello da vedere e da leggere.


lunedì 7 settembre 2015

Il valzer dello Stravedimento


Il valzer dello Stravedimento, arrangiato ed eseguito da Valeria Ravera a partire dall’omonima canzone, il cui testo è contenuto in Vertigini e stravedimenti.


Sono le undici passate e con Sam e la signora Adriana salgo sul vaporetto che risale il Canal Grande fino al Ponte degli Scalzi. Approfittando della sera d’agosto, ci sediamo fuori.
«Anche questa è Venezia, Mic» mi dice la signora Adriana avvolgendosi un foulard intorno al collo. «A lei piacciono le calli deserte, gli angoli nascosti, i campi silenziosi, come se fosse quella la Venezia più vera, ma guardi il Canal Grande di notte, guardi com’è placido e maestoso. Per farle godere il momento, io e Sam promettiamo di non fare rumore, eh» conclude lei mentre Sam sospira.
Il vaporetto procede, lento, imbarcadero dopo imbarcadero, di sponda in sponda, ora a destra e ora a sinistra, le luci tremolanti e sfocate che in attimo diventano vivide e ferme.
«È come un valzer» esclamo girandomi verso di loro.
È il Valzer dello Stravedimento e noi lo balliamo insieme.

mercoledì 2 settembre 2015

Desideri

«Esiste una lingua comune, un esperanto delle esperienze e delle speranze che le metta in comunicazione senza zittire nessun impulso, arrivando ad armonizzare gli opposti e a contenere l’esistente come dentro una palla di vetro?»
(da L’eleganza matta)


giovedì 27 agosto 2015

Stravedimento (versione tastiera-chitarra-voce)

La seconda versione di Stravedimento, con Alessandro Arbuzzi (chitarra e voce).
(Il testo della canzone è contenuto nel libro Vertigini e stravedimenti.)


sabato 22 agosto 2015

L’estate di Mic

Così strano che ci sia una piscina scavata nelle colline, in una sera assolata d’estate, e io a bordo vasca su una sedia con un libro in mano e un occhio sulle colline, e non nell’azzurro della piscina. Così strano che mi sento qualcun altro, uno straniero che non conosce la lingua e si rifugia nel colore cangiante del paesaggio, nella rassicurante familiarità delle parole impresse sulla carta, nel silenzio di questa sera assolata, come se fosse qui a dipingere un quadro, e nel quadro ci sono io, il piede fasciato che non può entrare in acqua, il corpo che tende verso la piscina, il libro che come una mongolfiera mi solleva verso l’alto e mi tiene sulla sedia, in equilibrio tra il desiderio di tuffarmi e il piacere di stare qui, tra questi colori e i moti ondosi della terra, un tocco leggero di tristezza pastello, una pennellata pastosa di materica serenità.