Così alla fine ho
fatto quello che so fare meglio. Come Prince che nel suo album di debutto, For
you, si è scritto, suonato e cantato tutti i pezzi da solo. O come quando io e Valeria Ravera
abbiamo dato vita al Principe costante Edizioni facendo noi due tutto quello
che c’era da fare: direzione editoriale, redazione, grafica, distribuzione,
ufficio stampa... Come quando, sempre con Valeria, ho ottenuto un brevetto per
invenzione industriale. Alla fine ho fatto così, che è la cosa che credo mi
riesca meglio e quella che mi dà più gioia. Ho deciso di riunire in un’edizione
cartacea L’eleganza matta e Vertigini e stravedimenti (finora usciti solo in
ebook), dato che insieme formano il primo movimento di un progetto in divenire,
ho scelto il titolo del volume (e del progetto) e il formato del libro, ho
impaginato i testi cogliendo l’occasione per leggerli ancora una volta (e ogni
tanto andando ancora a chiedere conferma a Valeria, mio editor personale, di
una parola, un verbo, una sfumatura), ho trovato l’immagine per la copertina,
non un’immagine possibile ma l’immagine perfetta, una bellissima illustrazione di Guendalina Ravazzoni,
Alto mare, e alla fine ho chiesto un consulto a Laura Marino per i colori della
copertina, visto che in sede di stampa i colori per i profani hanno
comportamenti bizzarri. La vertigine del caso è adesso in vendita su Amazon (in
Italia e all’estero) e su Libreria Rizzoli (sempre online). Per adesso so solo che ho fatto quello che so fare meglio
e che l’ho fatto al meglio. Che ho fatto del mio meglio perché fosse bello da
vedere e da leggere.
venerdì 3 giugno 2016
lunedì 7 settembre 2015
Il valzer dello Stravedimento
Il valzer dello Stravedimento, arrangiato ed eseguito da Valeria Ravera a partire dall’omonima canzone, il cui testo è contenuto in Vertigini e stravedimenti.
Sono le undici passate e con Sam e la
signora Adriana salgo sul vaporetto che risale il Canal Grande fino al Ponte
degli Scalzi. Approfittando della sera d’agosto, ci sediamo fuori.
«Anche questa è Venezia, Mic» mi dice
la signora Adriana avvolgendosi un foulard intorno al collo. «A lei piacciono
le calli deserte, gli angoli nascosti, i campi silenziosi, come se fosse quella
la Venezia più vera, ma guardi il Canal Grande di notte, guardi com’è placido e
maestoso. Per farle godere il momento, io e Sam promettiamo di non fare rumore,
eh» conclude lei mentre Sam sospira.
Il vaporetto procede, lento,
imbarcadero dopo imbarcadero, di sponda in sponda, ora a destra e ora a
sinistra, le luci tremolanti e sfocate che in attimo diventano vivide e ferme.
«È come un valzer» esclamo girandomi
verso di loro.
È il Valzer dello Stravedimento e noi lo balliamo
insieme.
mercoledì 2 settembre 2015
Desideri
«Esiste una lingua comune, un esperanto delle esperienze e delle speranze
che le metta in comunicazione senza zittire nessun impulso, arrivando
ad armonizzare gli opposti e a contenere l’esistente come dentro una
palla di vetro?»
(da L’eleganza matta)
giovedì 27 agosto 2015
Stravedimento (versione tastiera-chitarra-voce)
La seconda versione di Stravedimento, con Alessandro Arbuzzi (chitarra e voce).
(Il testo della canzone è contenuto nel libro Vertigini e stravedimenti.)
(Il testo della canzone è contenuto nel libro Vertigini e stravedimenti.)
sabato 22 agosto 2015
L’estate di Mic
Così
strano che ci sia una piscina scavata nelle colline, in una sera assolata d’estate,
e io a bordo vasca su una sedia con un libro in mano e un occhio sulle colline,
e non nell’azzurro della piscina. Così strano che mi sento qualcun altro, uno
straniero che non conosce la lingua e si rifugia nel colore cangiante del
paesaggio, nella rassicurante familiarità delle parole impresse sulla carta,
nel silenzio di questa sera assolata, come se fosse qui a dipingere un quadro,
e nel quadro ci sono io, il piede fasciato che non può entrare in acqua, il
corpo che tende verso la piscina, il libro che come una mongolfiera mi solleva
verso l’alto e mi tiene sulla sedia, in equilibrio tra il desiderio di tuffarmi
e il piacere di stare qui, tra questi colori e i moti ondosi della terra, un
tocco leggero di tristezza pastello, una pennellata pastosa di materica
serenità.
giovedì 21 maggio 2015
Stravedimento (la canzone)
In Vertigini e stravedimenti una locomotiva a vapore d’inizio Novecento
percorre la pianura padana. Sulla carrozza di questo vecchio treno
tornato in uso per il progetto di un festival, viaggiano sei artisti:
uno scrittore, una poetessa, un’attrice, un cantautore, un fotografo e
una pittrice. Il cantautore scrive il testo di una canzone intitolato Stravedimento.
Da questo testo è nata nella realtà una canzone vera e propria, di cui quella presentata nel video è la versione “da osteria”, una primissima prova registrata alla buona una sera di febbraio negli spazi dell’Arci Martiri di Turro, a Milano.
Oltre alle mie parole, ci sono la musica e la voce di Alessandro Arbuzzi.
Da questo testo è nata nella realtà una canzone vera e propria, di cui quella presentata nel video è la versione “da osteria”, una primissima prova registrata alla buona una sera di febbraio negli spazi dell’Arci Martiri di Turro, a Milano.
Oltre alle mie parole, ci sono la musica e la voce di Alessandro Arbuzzi.
venerdì 6 febbraio 2015
Ettore Majorana
In Vertigini e stravedimenti ci sono Mic, Sam, la signora
Adriana, Venezia, una locomotiva d’epoca, sei artisti in viaggio su quella
locomotiva, e c’è anche lui... Ettore Majorana, fisico catanese, scomparso nel
nulla a trentun anni nel marzo 1938... Vertigini e stravedimenti è ambientato
nell’oggi, ma c’è anche Majorana.
«Cammino
per Venezia e penso a Ettore Majorana.
Del
resto una scomparsa è un eterno presente. Ti sfili dalla vita senza rinunciare
alla vita. È il corpo che si nega, che si fa evanescente e perciò in qualche
modo immortale, presenza in spirito, presente che risucchia in sé il futuro,
inghiottendolo e negandolo, uno strappo che non mette la parola fine.
È un
gioco di prestigio che crea stupore e lascia attoniti, un illusionismo di cui
si vorrebbe scoprire il trucco.
È
una moltiplicazione di sé. Non sei più dove dovresti essere e dunque puoi
essere ovunque. Chiunque ti può vedere, soprattutto chiunque può credere di
averti visto e chiunque può avanzare ipotesi. Succede così che sei
contemporaneamente in un convento dell’Italia meridionale, al servizio della
Germania nazista, a rifarti una vita in America Latina. Sei fuggito per
metterti al riparo dalla potenza delle tue scoperte e dalla vita, ti sei
ritirato in disparte per assecondare il tuo carattere introverso o per condurre
un’esistenza che pensavi amici e parenti non avrebbero capito o approvato, sei
scappato perché sentivi che le circostanze ti avevano ormai messo in trappola
confinandoti in una consuetudine che non ti si confaceva, ti sei buttato in mare,
incapace di proseguire o di ricominciare.
Acquisisci
un’altra dimensione, diventi speranza, suggestione, mitomania, identificazione.
Mistero.»
«Non
so cosa ci sia che mi affascina così tanto in questa scomparsa. Magari il fatto
che Ettore Majorana era un fisico e la fisica per me è sempre stata la scienza
del mistero per antonomasia.
Non
so, ma una scomparsa si tramuta in fantasia.
Altre
vite tutte da immaginare.
Le loro e le nostre.»
(Vanessa Chizzini, Vertigini e stravedimenti, disponibile
in ebook sui principali store online)
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