giovedì 8 giugno 2017

Questo nostro mondominio (incipit)

La Milano che più mi piace è quella delle case di ringhiera con l’intonaco scrostato. La Milano dei palazzi di periferia, i colori delle facciate sbiaditi, le porte scure un po’ ingrigite, le finestre aperte, i panni stesi sui fili, le persone sui ballatoi a prendere una boccata d’aria, quello stare raccolti intorno a un cortile.
L’ho detto a Sam e alla signora Adriana un pomeriggio d’agosto, ormai quasi un anno fa, mentre con il treno partivamo alla volta di Venezia e io guardavo fuori dal finestrino. “La Milano che più mi piace è quella dell’intonaco scrostato.”
“Certo, se poi c’è anche un’infiltrazione, una goccia che a intervalli regolari cade dal soffitto, tanto meglio, immagino” ha prontamente replicato Sam. “Che sciocchezze dici?”
“Tra l’altro le case di ringhiera, quelle che vengono chiamate ‘vecchia Milano’, sono un po’ delle case chioccia. Non avete anche voi quest’impressione?”
“Già, tu infatti non potresti mai vivere in un posto così.”
“Se c’è una goccia che cade dal soffitto, magari giusto giusto sul letto, no, sono d’accordo con te, non potrei, temo che la cosa finirebbe col darmi un po’ di fastidio.”
“Non è per l’infiltrazione e neanche per l’intonaco, è per il tipo di case. Viste da fuori ti piacciono, ma non potresti mai viverci.”
“Di cosa stai parlando, Sam?”
“Di cosa stai parlando tu, Mic? Delle case di ringhiera, ho capito bene? Mi illudo sempre di aver capito male” ha aggiunto girandosi verso la signora Adriana. [...]

QUESTO NOSTRO MONDOMINIO
Una grande attrice di cinema e teatro, un ex custode convinto di avere ancora il diritto di sorvegliare chi varca il portone, una sarta con il cuore a pezzi e la parlantina facile, un calzolaio che si esprime in modo bizzarro, una cantante jazz che si guadagna da vivere guidando: è in loro e in molti altri che s’imbattono Mic, Sam e la signora Adriana durante un pomeriggio d’aprile in una vecchia casa di ringhiera alla periferia di Milano. Tra panchine malandate a rischio di rimozione, una domanda cruciale sull’amore non corrisposto, un premio speciale dato “alla rallegranza” e la ricerca di una fantomatica casa editrice, in quel palazzo popolare fatto di tanti piccoli appartamenti prende il via un dialogo serrato a più voci, in una girandola di parole e azioni. Mic sale e scende le scale, entra ed esce dai discorsi, cammina, si siede, si appoggia alle ringhiere senza mai smettere di osservare ciò che accade intorno, accompagnandoci alla scoperta delle molte vite e dei mondi interi racchiusi in quel condominio. (“Questo nostro mondominio” fa parte del progetto “La vertigine del caso”. Il primo movimento del progetto è composto da “L’eleganza matta”, il lato A, e “Vertigini e stravedimenti”, il lato B. “Questo nostro mondominio” è il lato A del secondo movimento.)

Questo nostro mondominio (ebook): www.amazon.it/dp/B071YT647L (e sui principali store online)
La vertigine del caso • Primo movimento (edizione cartacea): www.amazon.it/dp/8892598767
Vertigini e stravedimenti (ebook): www.amazon.it/dp/B00PTX5QY8 (e sui principali store online)
L’eleganza matta (ebook): www.amazon.it/dp/B00DJFZ58U (e sui principali store online)

lunedì 5 giugno 2017

Le signore Adriana del mondo (2)

Un’altra delle signore Adriana del mondo, con lo stesso sguardo vivo, il sorriso furbo e una gran gioia di mangiarsi un gelato. Lei è Malvina Reynolds, cantautrice americana, nota soprattutto per Little Boxes, brano portato al successo da Pete Seeger nel 1963.
Recentemente la canzone è stata la sigla del telefilm Weeds, e per due stagioni è stata reinterpretata da diversi artisti (Elvis Costello, Regina Spektor, Joan Baez, Donovan...), dando vita a una sorta di compedio di arrangiamento. Se volete divertirvi ad ascoltare le varie cover le trovate qui: https://www.youtube.com/playlist?list=PLFBEA5C8D8536B1F0.
Little Boxes è stata anche cantata dai Loch Lomond e inserita nella colonna sonora del film Boxtrolls: https://www.youtube.com/watch?v=WJEemRtEFjo.
E poi c’è, ovviamente, l’inimitabile versione di Malvina: https://www.youtube.com/watch?v=2_2lGkEU4Xs.


sabato 6 maggio 2017

Questo nostro mondominio


Una grande attrice di cinema e teatro, un ex custode convinto di avere ancora il diritto di sorvegliare chi varca il portone, una sarta con il cuore a pezzi e la parlantina facile, un calzolaio che si esprime in modo bizzarro, una cantante jazz che si guadagna da vivere guidando: è in loro e in molti altri che s’imbattono Mic, Sam e la signora Adriana durante un pomeriggio d’aprile in una vecchia casa di ringhiera alla periferia di Milano. Tra panchine malandate a rischio di rimozione, una domanda cruciale sull’amore non corrisposto, un premio speciale dato “alla rallegranza” e la ricerca di una fantomatica casa editrice, in quel palazzo popolare fatto di tanti piccoli appartamenti prende il via un dialogo serrato a più voci, in una girandola di parole e azioni. Mic sale e scende le scale, entra ed esce dai discorsi, cammina, si siede, si appoggia alle ringhiere senza mai smettere di osservare ciò che accade intorno, accompagnandoci alla scoperta delle molte vite e dei mondi interi racchiusi in quel condominio.
 (“Questo nostro mondominio” fa parte del progetto “La vertigine del caso”. Il primo movimento del progetto è composto da “L’eleganza matta”, il lato A, e “Vertigini e stravedimenti”, il lato B. “Questo nostro mondominio” è il lato A del secondo movimento.)

Editing: Valeria Ravera
In copertina: fotografia di Guendalina Ravazzoni
Progetto grafico della copertina: Laura Marino

Questo nostro mondominio: https://www.amazon.it/dp/B071YT647L 
(e sui principali store online)

venerdì 5 maggio 2017

La vertigine del caso, primo e secondo movimento


Il progetto de La vertigine del caso è iniziato con L’eleganza matta in una località balneare provvista di cabine spalma-crema, dei dispositivi simili a piccoli autolavaggi con due morbide spazzole che spalmano la crema solare sul corpo dei bagnanti; con Vertigini e stravedimenti è transitato per Venezia, imbattendosi in una locomotiva d’epoca abbandonata sui binari e culminando in una nuotata nei canali veneziani. L’eleganza matta e Vertigini e stravedimenti compongono il primo movimento del progetto, che ora con Questo nostro mondominio approda a Milano, in una casa di ringhiera. Anche qui ci sono Mic, Sam e la signora Adriana. E ci sono otto nuovi personaggi che ci accompagneranno nel secondo movimento, a partire appunto da Questo nostro mondominio. A loro e a voi, benvenuti.

Questo nostro mondominio: www.amazon.it/dp/B071YT647L
La vertigine del caso: www.amazon.it/dp/8892598767
Vertigini e stravedimenti: www.amazon.it/dp/B00PTX5QY8/
L’eleganza matta: www.amazon.it/dp/B00DJFZ58U/

domenica 23 aprile 2017

Recensione de La vertigine del caso e intervista su Una banda di cefali

«Una lettura brillante e appassionata, che mi ha coinvolto e sorpreso»: il parere di Carla De Felice di Una banda di cefali su “La vertigine del caso”, seguita da quattro chiacchere con me.
Qui di seguito recensione e intervista, con il relativo link.

Spesso, sentendo parlare di self-publishing, si tende a partire un po’ prevenuti, associando questa forma di pubblicazione ad un prodotto minore. Non è questo il caso di La vertigine del caso della milanese Vanessa Chizzini, un esperimento letterario insolito e originale pubblicato dall’autrice tramite il servizio di Amazon Publishing. Il volume è composto da due parti: L’eleganza matta e Vertigini e stravedimenti e fa parte di un progetto ancora in evoluzione. I protagonisti sono Mic e Sam, amici da una vita, uniti da caratteri totalmente opposti: lei sognatrice, lui più concreto. Li seguiamo durante un fine settimana a mare nel primo racconto, tra i canali di Venezia nel secondo. In L’Eleganza Matta (il primo dei due) conoscono la signora Adriana, una vedova all’apparenza un po’ invadente ma assolutamente adorabile, che li accompagnerà nel weekend a Venezia di Vertigini e Stravedimenti. La storia è all’apparenza semplice ma estremamente profonda e nasconde un messaggio importante: dare valore alle piccole cose, proprio perché spesso la poesia si nasconde nei dettagli più insospettabili. Basti pensare che il leit-motiv delle due storie è la rivoluzionaria invenzione di un islandese: le cabine spalma-crema (si avete letto bene) che, come suggerisce il nome, servono proprio ad aiutare i bagnanti in questo arduo compito. Dopo le prime paure iniziali, anche questi strambi oggetti diventeranno lo spunto per una serie di riflessioni sulla vita e sul futuro.
È il mio turno. La luce è verde, appoggio il braccialetto alla cabina, la porta si apre. Entro, mi posiziono al centro, chiudo gli occhi. Le spazzole mi avvolgono soavi. Per alcuni istanti il corpo è racchiuso nella loro carezza oleosa. E non esiste nient’altro. La tensione respirata prima in coda svanisce, svaniscono i misteri trasformati in curiosità. Svanisce ogni cosa. È un soffio, un tempo scandito da pochi respiri, un attimo di sospensione in cui gli sguardi degli altri non esistono più. Si entra accompagnati dalla confusione del momento, frastornati dalle voci e dai volti, e si esce ripuliti da tutto. Esci dalle cabine e per un attimo sei di nuovo tu al cento per cento.
Una lettura brillante e appassionata, che mi ha coinvolto e sorpreso così tanto, che ho deciso di parlarne direttamente con la simpaticissima Vanessa.

Ciao Vanessa e benvenuta su una banda di cefali. Negli ultimi anni, i fenomeni di autoproduzione e self-publishing sono sempre più diffusi nella letteratura (e nel fumetto). Mentre l’autoproduzione nel fumetto meriterebbe un discorso a parte, nella letteratura spesso il self-publishing porta con sé una serie di domande e pregiudizi sulla qualità del lavoro in questione.  Queste domande non riguardano affatto il tuo libro, allora mi chiedevo: come mai hai preso questa decisione di auto pubblicare il tuo romanzo su Amazon? Quali sono i maggiori problemi che hai riscontrato per presentare il libro ai lettori?
Nel mio caso l’autoproduzione è prima di tutto frutto di vent’anni di lavoro nell’editoria e perciò di una serie di competenze e consapevolezze su cosa significhi, a vari livelli, “fare un libro” (ho anche avuto una piccola casa editrice specializzata in cinema e teatro, Il principe costante Edizioni, una di quelle minuscole realtà in cui ci si occupa in prima persona di tutto). So ad esempio che un libro, anche quando è un’autoproduzione, non lo si fa mai da soli (o meglio, non si dovrebbe mai farlo da soli), perché serve sempre uno sguardo esterno, una figura che legga con cognizione di causa e metta in evidenza eventuali criticità (che siano lessicali, sintattiche, strutturali…). Inoltre, il mio è un progetto articolato, un lavoro in progress che non si esaurisce in un unico volume: questo è il primo movimento, a sua volta composto da un lato A (L’eleganza matta) e un lato B (Vertigini e stravedimenti) che sono stati pubblicati inizialmente in ebook (i due racconti si trovano ancora disponibili singolarmente in formato digitale, mentre alla versione cartacea è affidato il movimento nella sua interezza). L’indipendenza mi consente di avere piena autonomia nello sviluppo del progetto, da tutti i punti di vista, compresi i tempi di scrittura e le lunghezze dei testi.
Dopodiché, come dicevi tu, l’autoproduzione fa ancora storcere il naso a molti, anche se questo ai musicisti (tanto per fare un esempio) non succede. Penso a esperienze eclatanti come l’album d’esordio di Prince o tutta la carriera di Ani Di Franco che si è svolta nel segno della totale indipendenza. Ogni caso, come sempre, dovrebbe far storia a sé e i lettori hanno tutti i mezzi (quarta di copertina, anteprime, notizie reperibili online) per valutare se quanto si trovano davanti agli occhi meriti o meno la loro attenzione… Sicuramente, anche pensando all’enorme quantità di libri che vengono pubblicati, ci vuole uno spirito da pionieri, molta curiosità, una gran voglia di andare alla ricerca, soprattutto di qualcosa di nuovo e di diverso. Ma ecco, se si è in cerca di qualcosa che sconfini da generi e formule preconfezionate, non si può prescindere dall’essere un po’ pionieri e anticonformisti.

La tua vertigine del caso è la raccolta di due racconti (L’eleganza matta Vertigini e stravedimenti) che però hanno gli stessi tre protagonisti: Mic, Sam e le cabine spalma crema. Queste cabine che “si impregnano di crema solare e la spalmano sul corpo delle persone che entrano” sono un’idea a dir poco rivoluzionaria. Puoi raccontarci qualcosa di più su questi affascinanti e misteriosi oggetti: esistono davvero? E perché nessuno ci aveva mai pensato prima?
L’idea delle cabine spalma-crema è nata così come viene raccontata nel libro (anche se in quel caso l’inventore viene dall’Islanda…): portando a lavare la macchina in un autolavaggio, rimanendo a guardarla mentre passa attraverso le spazzole, e ripensandoci pochi giorni dopo al momento di mettersi la crema solare prima di prendere il sole. Perché mettersi la crema solare è necessario ma anche piuttosto noioso. Quanto sarebbe più divertente, appagante, interessante passare a nostra volta attraverso delle morbide spazzole che ci avvolgono, spalmandoci addosso la crema e allo stesso tempo accarezzandoci e massaggiandoci?
Da invenzione letteraria, le cabine spalma-crema sono diventate anche un’invenzione industriale regolarmente brevettata. A questa seconda storia che travalicil libro e approda nella realtà manca per ora il lieto fine, che significherebbe trovare qualcuno intenzionato a metterle in produzione e a renderle un oggetto fisico in cui entrare e non solo qualcosa da immaginare. Nonostante l’entusiasmo che le cabine suscitano in chi legge il libro,riuscirci non è facilissimo, anche perché si tratta di un ambito professionale ben diverso dal mio. Dici che potremmo provare a fare un appello tramite Una banda di cefali? Imprenditori creativi, un po’ folli e possibilmente cefali, le cabine spalma-crema stanno aspettando voi per arrivare sulle spiagge e ai bordi delle piscine dove allietare adulti e bambini!

I personaggi del tuo romanzo sono persone “normali”, autentiche e questo li rende simpaticissimi agli occhi del lettore. Suscitano una forte empatia per quello che dicono, fanno, pensano. Allora mi chiedevo: chi ti ha ispirato nella loro creazione? (io ho un debole per la signora Adriana, confesso, la trovo a dir poco adorabile).
Non credo che potrei indicare una sola ispirazione per ciascuno dei personaggi. Mic mi assomiglia molto, anche se questo libro non è certo autobiografico (Mic entra nelle cabine spalma-crema e nuota nei canali di Venezia: io non ho ancora avuto occasione di fare nessuna delle due cose…) e non c’è una coincidenza totale tra me e il personaggio. Sam è un mix di persone vitali e socievoli che conosco e ho conosciuto nel corso della vita. La signora Adriana (che in effetti ha parecchi fan!) deve molto a una mia parente. Ma naturalmente in tutto c’è una forte componente di reinvenzione, che è la chiave di collegamento fondamentale tra la realtà e l’arte.

L’eleganza matta si svolge durante un weekend al mare, Vertigini e stravedimenti in un weekend a Venezia. Quando arriverà il prossimo movimento e dove si svolgerà? Puoi svelarci qualcosa?
Si svolgerà a Milano. Il primo racconto dei due che comporranno il secondo movimento sarà ambientato in una casa di ringhiera del quartiere Casoretto, nel corso di un unico pomeriggio d’aprile. Ci saranno ovviamente Mic e Sam, ci sarà la signora Adriana e faranno la loro comparsa diversi altri personaggi. Il racconto uscirà in ebook nel maggio 2017 e si intitolerà Questo nostro mondominio.

È l’ultima domanda, quindi concedimi anche un lieve sconfinamento nel filosofeggiante marzulliano: Vanessa Chizzini quanto crede alla vertigine del caso?
Stavo cercando la giusta concentrazione per rispondere degnamente a una domanda di tale portata, quando, accostando il mio nome al titolo, mi si è rivelata una cosa che non avevo ancora realizzato: Vanessa Chizzini, Vertigine Caso. Il mio nome e il titolo del mio progetto hanno le stesse iniziali! Come potrei non credere alla vertigine del caso?

giovedì 6 aprile 2017

La vertigine del caso sul podcast della Ladra di Libri

La Ladra di Libri ha chiacchierato con me facendomi quattro domande: una sulle cabine spalma-crema (che sono all'origine del libro), una sul mio progetto letterario, una sulla parola scritta, e l'ultima sulla scelta del selfpublishing...
Potete ascoltare l'intervista a questo indirizzo: