In apertura del video dedicato alle Letture del mese di luglio, Virginia Villa de Il Caffè Letterario
spiega perché sul suo blog ha deciso di dedicare tanto spazio a La
vertigine del caso. «Una volta iniziato a leggere il primo movimento,
mi sono resa conto di avere tra le mani non un semplice romanzo, un
semplice libro da leggere e mettere da parte, ma proprio un libro capace
di farti fare un viaggio sia fisico, quindi nei luoghi in cui questo
romanzo è ambientato, perché appunto sono descritti in modo molto
preciso e dettagliato, capace proprio di farti vivere l’atmosfera di
quel luogo, ma anche un viaggio metafisico attraverso la tua anima, le
tue emozioni, i tuoi sentimenti.»
giovedì 13 luglio 2017
sabato 8 luglio 2017
Le cabine spalma-crema
Che
estate è senza le cabine spalma-crema? Simili a piccoli autolavaggi, al loro
interno due morbide spazzole ruotano e vi avvolgono spalmandovi la crema solare
su tutto il corpo. E non solo, perché le cabine diventano poi orsacchiotti,
macchine del tempo, installazioni d’arte, videogiochi… Non ci credete? Be’, anche
Mic all’inizio si chiede con una certa perplessità a chi sia mai potuta venire
un’idea del genere. “La vertigine del caso” vi racconta tutto sulle cabine
spalma-crema, e molto, molto di più! Ve ne starete in spiaggia, vi perderete
per Venezia, passerete un pomeriggio in una casa di ringhiera a Milano,
conoscerete Mic, Sam, la signora Adriana, e poi Ume, Mario, Ench, Quale
Allegria, Senz’Anna, i cugini damerini...
“La
vertigine del caso” è un progetto letterario composto da diversi movimenti. Il
primo movimento è costituito da “L’eleganza matta” (dove fanno la loro comparsa
le cabine spalma-crema) e “Vertigini e stravedimenti”, ed è disponibile in
edizione cartacea, mentre i due racconti sono disponibili separatamente in ebook
sui principali store online. “Questo nostro mondominio” è il lato A del secondo
movimento ed è a sua volta disponibile in ebook.
Ai
link qui sotto trovate le copertine e le descrizioni dei singoli testi.
La
vertigine del caso • Primo movimento (edizione cartacea): www.amazon.it/dp/8892598767
L’eleganza
matta (ebook): www.amazon.it/dp/B00DJFZ58U
(e sui principali store online)
Vertigini
e stravedimenti (ebook): www.amazon.it/dp/B00PTX5QY8
(e sui principali store online)
Questo
nostro mondominio (ebook): www.amazon.it/dp/B071YT647L
(e sui principali store online)
https://vanessachizzini.blogspot.it
L’illustrazione
vi mostra le cabine spalma-crema nella visione d’artista di Guendalina
Ravazzoni che l’ha realizzata.
www.guendalinaravazzoni.com
https://www.instagram.com/guenrav
mercoledì 5 luglio 2017
La vertigine del caso su Il Caffè Letterario – Prima puntata
«“La vertigine del caso” è un libro meraviglioso. Non lasciatevi
ingannare dall’apparente semplicità perché nasconde al suo interno temi
molto interessanti che vengono approfonditi accuratamente dall’autrice e
che ci fanno vivere situazioni e sentimenti sedimentati nel nostro
subconscio e per questo troppe volte dimenticati. I libri servono anche a
questo, a farci scontrare con le nostre emozioni più profonde e
metterci alla prova. Il libro di Vanessa Chizzini ha centrato
l’obiettivo!»
Questa è la prima puntata che sul suo blog, Il Caffé Letterario, Virginia Villa dedica a La vertigine del caso. Qui di seguito l’articolo completo seguito dal link.
Questa è la prima puntata che sul suo blog, Il Caffé Letterario, Virginia Villa dedica a La vertigine del caso. Qui di seguito l’articolo completo seguito dal link.
La vertigine del caso – Prima puntata

Benvenuti nella prima puntata dedicata al progetto letterario autopubblicato “La vertigine del caso” di Vanessa Chizzini.
Quando l’autrice di questo libro mi ha
contatta per propormi questa collaborazione, mi ha detto una cosa che,
ahimè, è nella testa della maggior parte delle persone, ossia che
l’autopubblicazione fa spesso alzare un muro di diffidenza, associando
questa forma di pubblicazione ad un prodotto minore.
Chi segue il Caffè Letterario sul blog e
sulla pagina Facebook, saprà bene che sono una convinta sostenitrice
del self-publishing e dell’editoria indipendente, per questo motivo ho
trovato la proposta di Vanessa ancora più interessante e volete sapere
una cosa? Non mi sono sbagliata! “La vertigine del caso” è un libro meraviglioso.
Non lasciatevi ingannare dall’apparente semplicità perché nasconde al
suo interno temi molto interessanti che vengono approfonditi
accuratamente dall’autrice e che ci fanno vivere situazioni e sentimenti
sedimentati nel nostro subconscio e per questo troppe volte
dimenticati. I libri servono anche a questo, a farci scontrare con le
nostre emozioni più profonde e metterci alla prova. Il libro di Vanessa
Chizzini ha centrato l’obiettivo!
Il progetto letterario “La
vertigine del caso” è incentrato su due movimenti. Il primo movimento è
composto da due racconti: “L’eleganza matta” e “Vertigini e
stravedimenti”. Il secondo movimento è costituito, per ora, da un
racconto: “Questo nostro mondominio”, il secondo racconto è in fase di
stesura.
Ma entriamo nel vivo del libro. La
storia si apre con una fantastica invenzione, una di quelle invenzioni
che in estate, in spiaggia, vorremmo tutti avere a disposizione.
Pensateci. Qual è quella cosa che
proprio odiamo fare quando andiamo in spiaggia? Dover passare i primi
10/15 minuti a spalmarci la crema solare. In effetti non è una cosa
piacevole né a farsi, né a vedersi, soprattutto se si tiene conto del
fatto che dopo aver messo la crema solare, le nostre mani sono tutte
appiccicose e non possiamo toccare niente senza che questo si sporchi.
Ma allora cosa possiamo fare? Penserete
che l’unica alternativa sia quella di scottarsi e assumere l’aspetto
poco attraente che ha un peperone arrostito, giusto? E come darvi torto!
Ma ecco che un signorotto misterioso,
venuto dall’Islanda, corre in nostro aiuto dando vita ad un’invenzione
incredibile: la cabina di protezione solare, o come viene chiamata dalle
due protagoniste Sam e Mic, la cabina spalma-crema.
Il funzionamento è molto simile a
quello di un autolavaggio, solo che al posto delle setole dure
dell’autolavaggio, le cabine spalma-crema sono dotate di soffici
spazzole impregnate di crema che accarezzano il corpo garantendoti una
protezione solare totale con tutti i benefici e senza alcuno svantaggio.
“Se non fossero impregnate di
crema solare, le setole delle spazzole potrebbero fare l’effetto di
mille piume che insistenti sfiorano ogni centimetro di pelle. Invece la
crema rende quel loro solleticamento simile a uno scivolo d’acqua che
inebria d’allegria”.
La prima parte del libro è
caratterizzata anche dalla presentazione delle due protagoniste. Sam e
Mic sono due amiche e non si può dire che non siano legate l’una
all’altra, ma hanno caratteri molto doversi.
“È il secondo dei due segreti su cui si fonda la nostra amicizia. Tendenzialmente non siamo d’accordo su niente…
…Le nostre vite hanno pochi punti in contatto. Stare insieme è un po’ come compiere un’esplorazione…
…Già, il primo segreto della nostra amicizia è che ci conosciamo da un tempo ormai lontano. Non ho quasi più ricordi prima di Sam, come se un prima di Sam non fosse mai esistito e un dopo di Sam mi sembrasse improponibile…
…Abbiamo abitudini, gusti, tempi differenti, eppure siamo simili”.
…Le nostre vite hanno pochi punti in contatto. Stare insieme è un po’ come compiere un’esplorazione…
…Già, il primo segreto della nostra amicizia è che ci conosciamo da un tempo ormai lontano. Non ho quasi più ricordi prima di Sam, come se un prima di Sam non fosse mai esistito e un dopo di Sam mi sembrasse improponibile…
…Abbiamo abitudini, gusti, tempi differenti, eppure siamo simili”.
Mentre Sam è estroversa, mondana,
socievole e sempre alla ricerca di nuove attività da fare per tenersi
impegnata e passare del tempo con altre persone, Mic è esattamente il
contrario. È riflessiva, seria, ama stare da sola e perdersi in infiniti
pensieri.
Fin dall’inizio del libro capiamo che
c’è qualcosa che non va in Mic, qualcosa che non le permette di vivere
spensierata e, andando avanti nella lettura, capiamo che questo ha a che
fare con la sua vita.
Per questo motivo tenta di decifrare le vite degli altri per risolvere il mistero della sua vita.
Oltre alle cabine spalma-crema, che
hanno inevitabilmente attirato la mia attenzione, c’è un altro concetto
che l’autrice espone in modo chiaro e che mi ha colpito molto: lo sperdimento.
Lo sperdimento è “un istante di
panico in cui sono in mare aperto e non so più come ho raggiunto il
largo, non riconosco il percorso, e dunque non riconosco me, e non so se
sarò mai capace di tornare indietro. A cosa? È solo un istante, come
nell’incubo di chi non sa nuotare e si sogna abbandonato in mezzo
all’oceano, ma è panico vero, mi prende lo stomaco, strozza il respiro.
Perdersi per poi ritrovarsi”.
Perdersi per poi ritrovarsi”.
Vi lascio con una curiosità che Vanessa ha definito “la parte più folle e divertente di tutta la storia”:
Le cabine spalma-crema sono nate come invenzione letteraria, ma sono poi diventate anche un brevetto per invenzione industriale depositato in data 22 gennaio 2016 e rilasciato dal Ministero dello sviluppo economico con il numero n. 0001420539.
Chissà che un giorno le cabine spalma-crema non si materializzino davvero su una spiaggia…
Vi segnalo il sito di Vanessa Chizzini e la pagina Facebook de “La vertigine del caso”:
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/lavertiginedelcaso/
Se volete acquistare il libro cartaceo potete farlo al link: https://www.amazon.it/vertigine-del-caso-Vanessa-Chizzini/dp/8892598767
In alternativa potete acquistare i singoli racconti in formato ebook ai seguenti link:
– L’eleganza matta: https://www.amazon.it/dp/B00DJFZ58U/
– Vertigini e stravedimenti: https://www.amazon.it/dp/B00PTX5QY8/
– Questo nostro mondominio: https://www.amazon.it/dp/B071YT647L
In alternativa potete acquistare i singoli racconti in formato ebook ai seguenti link:
– L’eleganza matta: https://www.amazon.it/dp/B00DJFZ58U/
– Vertigini e stravedimenti: https://www.amazon.it/dp/B00PTX5QY8/
– Questo nostro mondominio: https://www.amazon.it/dp/B071YT647L
Ci vediamo la prossima settimana con la seconda puntata de “La vertigine del caso”.
Buona lettura!
giovedì 8 giugno 2017
Questo nostro mondominio (incipit)
La Milano che più mi piace è quella delle case di ringhiera con
l’intonaco scrostato. La Milano dei palazzi di periferia, i colori delle
facciate sbiaditi, le porte scure un po’ ingrigite, le finestre aperte,
i panni stesi sui fili, le persone sui ballatoi a prendere una boccata
d’aria, quello stare raccolti intorno a un cortile.
L’ho detto a Sam e alla signora Adriana un pomeriggio d’agosto, ormai quasi un anno fa, mentre con il treno partivamo alla volta di Venezia e io guardavo fuori dal finestrino. “La Milano che più mi piace è quella dell’intonaco scrostato.”
“Certo, se poi c’è anche un’infiltrazione, una goccia che a intervalli regolari cade dal soffitto, tanto meglio, immagino” ha prontamente replicato Sam. “Che sciocchezze dici?”
“Tra l’altro le case di ringhiera, quelle che vengono chiamate ‘vecchia Milano’, sono un po’ delle case chioccia. Non avete anche voi quest’impressione?”
“Già, tu infatti non potresti mai vivere in un posto così.”
“Se c’è una goccia che cade dal soffitto, magari giusto giusto sul letto, no, sono d’accordo con te, non potrei, temo che la cosa finirebbe col darmi un po’ di fastidio.”
“Non è per l’infiltrazione e neanche per l’intonaco, è per il tipo di case. Viste da fuori ti piacciono, ma non potresti mai viverci.”
“Di cosa stai parlando, Sam?”
“Di cosa stai parlando tu, Mic? Delle case di ringhiera, ho capito bene? Mi illudo sempre di aver capito male” ha aggiunto girandosi verso la signora Adriana. [...]
L’ho detto a Sam e alla signora Adriana un pomeriggio d’agosto, ormai quasi un anno fa, mentre con il treno partivamo alla volta di Venezia e io guardavo fuori dal finestrino. “La Milano che più mi piace è quella dell’intonaco scrostato.”
“Certo, se poi c’è anche un’infiltrazione, una goccia che a intervalli regolari cade dal soffitto, tanto meglio, immagino” ha prontamente replicato Sam. “Che sciocchezze dici?”
“Tra l’altro le case di ringhiera, quelle che vengono chiamate ‘vecchia Milano’, sono un po’ delle case chioccia. Non avete anche voi quest’impressione?”
“Già, tu infatti non potresti mai vivere in un posto così.”
“Se c’è una goccia che cade dal soffitto, magari giusto giusto sul letto, no, sono d’accordo con te, non potrei, temo che la cosa finirebbe col darmi un po’ di fastidio.”
“Non è per l’infiltrazione e neanche per l’intonaco, è per il tipo di case. Viste da fuori ti piacciono, ma non potresti mai viverci.”
“Di cosa stai parlando, Sam?”
“Di cosa stai parlando tu, Mic? Delle case di ringhiera, ho capito bene? Mi illudo sempre di aver capito male” ha aggiunto girandosi verso la signora Adriana. [...]
QUESTO NOSTRO MONDOMINIO
Una grande attrice di cinema e teatro, un ex custode convinto di avere ancora il diritto di sorvegliare chi varca il portone, una sarta con il cuore a pezzi e la parlantina facile, un calzolaio che si esprime in modo bizzarro, una cantante jazz che si guadagna da vivere guidando: è in loro e in molti altri che s’imbattono Mic, Sam e la signora Adriana durante un pomeriggio d’aprile in una vecchia casa di ringhiera alla periferia di Milano. Tra panchine malandate a rischio di rimozione, una domanda cruciale sull’amore non corrisposto, un premio speciale dato “alla rallegranza” e la ricerca di una fantomatica casa editrice, in quel palazzo popolare fatto di tanti piccoli appartamenti prende il via un dialogo serrato a più voci, in una girandola di parole e azioni. Mic sale e scende le scale, entra ed esce dai discorsi, cammina, si siede, si appoggia alle ringhiere senza mai smettere di osservare ciò che accade intorno, accompagnandoci alla scoperta delle molte vite e dei mondi interi racchiusi in quel condominio. (“Questo nostro mondominio” fa parte del progetto “La vertigine del caso”. Il primo movimento del progetto è composto da “L’eleganza matta”, il lato A, e “Vertigini e stravedimenti”, il lato B. “Questo nostro mondominio” è il lato A del secondo movimento.)
Una grande attrice di cinema e teatro, un ex custode convinto di avere ancora il diritto di sorvegliare chi varca il portone, una sarta con il cuore a pezzi e la parlantina facile, un calzolaio che si esprime in modo bizzarro, una cantante jazz che si guadagna da vivere guidando: è in loro e in molti altri che s’imbattono Mic, Sam e la signora Adriana durante un pomeriggio d’aprile in una vecchia casa di ringhiera alla periferia di Milano. Tra panchine malandate a rischio di rimozione, una domanda cruciale sull’amore non corrisposto, un premio speciale dato “alla rallegranza” e la ricerca di una fantomatica casa editrice, in quel palazzo popolare fatto di tanti piccoli appartamenti prende il via un dialogo serrato a più voci, in una girandola di parole e azioni. Mic sale e scende le scale, entra ed esce dai discorsi, cammina, si siede, si appoggia alle ringhiere senza mai smettere di osservare ciò che accade intorno, accompagnandoci alla scoperta delle molte vite e dei mondi interi racchiusi in quel condominio. (“Questo nostro mondominio” fa parte del progetto “La vertigine del caso”. Il primo movimento del progetto è composto da “L’eleganza matta”, il lato A, e “Vertigini e stravedimenti”, il lato B. “Questo nostro mondominio” è il lato A del secondo movimento.)
Questo nostro mondominio (ebook): www.amazon.it/dp/B071YT647L (e sui principali store online)
La vertigine del caso • Primo movimento (edizione cartacea): www.amazon.it/dp/8892598767
Vertigini e stravedimenti (ebook): www.amazon.it/dp/B00PTX5QY8 (e sui principali store online)
L’eleganza matta (ebook): www.amazon.it/dp/B00DJFZ58U (e sui principali store online)
La vertigine del caso • Primo movimento (edizione cartacea): www.amazon.it/dp/8892598767
Vertigini e stravedimenti (ebook): www.amazon.it/dp/B00PTX5QY8 (e sui principali store online)
L’eleganza matta (ebook): www.amazon.it/dp/B00DJFZ58U (e sui principali store online)
lunedì 5 giugno 2017
Le signore Adriana del mondo (2)
Un’altra delle signore Adriana del mondo, con lo stesso sguardo vivo, il
sorriso furbo e una gran gioia di mangiarsi un gelato. Lei è Malvina
Reynolds, cantautrice americana, nota soprattutto per Little Boxes,
brano portato al successo da Pete Seeger nel 1963.
Recentemente la canzone è stata la sigla del telefilm Weeds, e per due stagioni è stata reinterpretata da diversi artisti (Elvis Costello, Regina Spektor, Joan Baez, Donovan...), dando vita a una sorta di compedio di arrangiamento. Se volete divertirvi ad ascoltare le varie cover le trovate qui: https://www.youtube.com/playlist?list=PLFBEA5C8D8536B1F0.
Little Boxes è stata anche cantata dai Loch Lomond e inserita nella colonna sonora del film Boxtrolls: https://www.youtube.com/watch?v=WJEemRtEFjo.
E poi c’è, ovviamente, l’inimitabile versione di Malvina: https://www.youtube.com/watch?v=2_2lGkEU4Xs.
Recentemente la canzone è stata la sigla del telefilm Weeds, e per due stagioni è stata reinterpretata da diversi artisti (Elvis Costello, Regina Spektor, Joan Baez, Donovan...), dando vita a una sorta di compedio di arrangiamento. Se volete divertirvi ad ascoltare le varie cover le trovate qui: https://www.youtube.com/playlist?list=PLFBEA5C8D8536B1F0.
Little Boxes è stata anche cantata dai Loch Lomond e inserita nella colonna sonora del film Boxtrolls: https://www.youtube.com/watch?v=WJEemRtEFjo.
E poi c’è, ovviamente, l’inimitabile versione di Malvina: https://www.youtube.com/watch?v=2_2lGkEU4Xs.
sabato 6 maggio 2017
Questo nostro mondominio
Una grande attrice di cinema e
teatro, un ex custode convinto di avere ancora il diritto di sorvegliare chi
varca il portone, una sarta con il cuore a pezzi e la parlantina facile, un
calzolaio che si esprime in modo bizzarro, una cantante jazz che si guadagna da
vivere guidando: è in loro e in molti altri che s’imbattono Mic, Sam e la
signora Adriana durante un pomeriggio d’aprile in una vecchia casa di ringhiera
alla periferia di Milano. Tra panchine malandate a rischio di rimozione, una
domanda cruciale sull’amore non corrisposto, un premio speciale dato “alla
rallegranza” e la ricerca di una fantomatica casa editrice, in quel palazzo
popolare fatto di tanti piccoli appartamenti prende il via un dialogo serrato a
più voci, in una girandola di parole e azioni. Mic sale e scende le scale,
entra ed esce dai discorsi, cammina, si siede, si appoggia alle ringhiere senza
mai smettere di osservare ciò che accade intorno, accompagnandoci alla scoperta
delle molte vite e dei mondi interi racchiusi in quel condominio.
(“Questo nostro
mondominio” fa parte del progetto “La vertigine del caso”. Il primo movimento
del progetto è composto da “L’eleganza matta”, il lato A, e “Vertigini e
stravedimenti”, il lato B. “Questo nostro mondominio” è il lato A del secondo
movimento.)
Editing: Valeria Ravera
In copertina: fotografia di
Guendalina Ravazzoni
Progetto grafico della
copertina: Laura Marino
Questo nostro mondominio: https://www.amazon.it/dp/B071YT647L
(e sui principali store online)
venerdì 5 maggio 2017
La vertigine del caso, primo e secondo movimento
Il progetto de La vertigine del caso
è iniziato con L’eleganza matta in una località balneare provvista di cabine
spalma-crema, dei dispositivi simili a piccoli autolavaggi con due morbide spazzole
che spalmano la crema solare sul corpo dei bagnanti; con Vertigini e
stravedimenti è transitato per Venezia, imbattendosi in una locomotiva d’epoca
abbandonata sui binari e
culminando in una nuotata nei canali veneziani. L’eleganza matta e Vertigini
e stravedimenti compongono il primo movimento del progetto, che ora con Questo nostro mondominio approda a Milano, in una casa di ringhiera. Anche
qui ci sono Mic, Sam e la signora Adriana. E ci sono otto nuovi personaggi che
ci accompagneranno nel secondo movimento, a partire appunto da Questo nostro
mondominio. A loro e a voi, benvenuti.
Questo nostro mondominio: www.amazon.it/dp/B071YT647L
La vertigine del caso: www.amazon.it/dp/8892598767
Vertigini e stravedimenti: www.amazon.it/dp/B00PTX5QY8/
L’eleganza matta: www.amazon.it/dp/B00DJFZ58U/
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